Mi chiamo Marco Traferri, sono nato ad Ancona nel 1967. Ad Ancona sono cresciuto e ad Ancona vivo e lavoro. Conduco con passione la mia casa editrice, attiva nella pubblicazione di periodici e nell’edizione di qualche libro. La mia azienda si occupa anche di comunicazione, online e offline. Anzi, è proprio da lì che siamo partiti, era l’alba del ventunesimo secolo e online, di quel che oggi popola la nostra vita quotidiana, non c’era un bel niente. Amo mettere nero su bianco. Qualche libercolo serio e semiserio l’ho scritto anch’io. Poca roba, s’intenda. Ma tant’è. Nel 2006 ho scritto “Podcasting che funziona”, Apogeo Editore, il primo libro italiano dedicato all’allora nascente fenomeno del podcasting. Come ci è finito uno come me a scrivere di podcasting? Grazie al podcasting stesso. Nel 2005, a farlo, in Italia, eravamo sì e no una decina. Quelli di Apogeo lo notarono e mi chiesero di scriverne. Ci impiegai sei mesi. Ma ci riuscii. E fu divertente come non avrei mai immaginato. Nel 2009 me la sono spassata scrivendo un libricino in dialetto anconetano: “Sarai Belo Te”. Con mio immenso stupore, l’ha comprato mezza Ancona. E poi, nel 2017, due anni dopo la morte di mia madre, ho scritto “Va’ Piano”, un piccolo libro dedicato a lei e alla sua memoria. Ho la convinzione che nel lavoro puoi avere successo solo se sei capace di metterti in discussione ogni giorno, se sei così umile da non dare mai per scontata la bontà di ciò che fai, e se sai affidare ad altri ciò che gli altri sanno fare meglio di te. Sono figlio di un papà venditore. È da lui che ho ereditato il mio viscerale orientamento al cliente. Pur di soddisfare le sue aspettative, quelle del cliente non quelle di mio padre ché lui non ne ha bisogno, sono solito fare salti mortali. Mi piacciono un sacco i cani, la pizza, Nino Frassica, la Coca-Cola, i Beatles, le Golia Bianca e il Kinder Cioccolato. Ritengo Lucio Dalla il cantautore italiano più illuminato degli ultimi cento anni. Potrei ascoltare “Anna e Marco” per una settimana di seguito. Mi piace il cinema. Non mi perderei un film con Margherita Buy nemmeno fossi in mezzo all’oceano. Vorrei dimagrire qualche chilo e saper guidare l’aereo. Più facile la seconda. Tutto ciò che è green ed ecosostenibile mi affascina e mi interessa. Vorrei vendere l’automobile e sostituirla con un monopattino e una bicicletta a pedalata assistita. Prima o poi ci riuscirò. Così magari mi riuscirà anche di perdere peso. Alcuni sostengono che io sia un po’ permaloso. Se ti azzardi a dirlo anche tu, ti tolgo il saluto. Sono nato interista, da padre e nonno interisti. Interisti si nasce. Credo nell’esistenza di Dio, mangio pochissima carne, adoro il gelato, sogno e attendo un mondo in cui regni l’armonia tra gli uomini, e tra gli uomini e gli animali. Nella classifica delle cose che mi fanno più schifo trovano posto le grida, le bugie, l’egoismo, la fava, i calzini bianchi, chi maltratta gli animali, chi non ha rispetto per la vita, chi gira d’estate per le vie del centro ostentando la canottiera bianca a costine, i “tanta roba” e i “quant’altro”, il dare del tu al cameriere, la caccia e chi non si fa la doccia almeno una volta il giorno. Sono ipocondriaco. Ogni raffreddore è l’anticamera della morte. Mi sono visto Forrest Gump una decina di volte. E ogni volta che me lo rivedo, piango come uno scemo. Ah, dimenticavo: canto dalla mattina alla sera. Ogni istante è musica. Potrebbe essere diversamente?