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The Secret – La forza di sognare: la recensione.

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Un po’ come in Appuntamento al parco, anche in The Secret – La forza di sognare si narrano la vita e le vicende di una vedova anch’essa piena di debiti, stavolta giovane e madre di tre figli: Miranda Wells, interpretata da Katie Holmes. Bella, indipendente, forte, dall’aria pulita e un po’ distratta, con l’improvvisa scomparsa del marito, Miranda, tre figli a carico, si trova di colpo alle prese con una vita di rinunce, economiche e non solo. Messo nel cassetto il sogno di studiare medicina, la donna si dedica con tutta se stessa al crescere i figli e al duro lavoro al mercato del pesce. Ha una specie di fidanzato, Tacket, interpretato dallo statunitense Jerry O’Connell, una trentina di inutili film per il grande schermo e una quarantina di serie TV delle quali avremmo volentieri fatto a meno. Tacket è sinceramente innamorato di Miranda ma, povera creatura, è noioso peggio dei monologhi di Celentano e scontato quasi quanto il Derby di Torino.

A un certo punto, nella vita un po’ confusa di Miranda compare Bray, docente di ingegneria, belloccio, disponibile e con quel velato alone di mistero che, in una trama un po’ smielata come quella di The Secret, non guasta mai. La sua improvvisa irruzione nella vita della giovane vedova e dei suoi tre figli avrà ricadute piuttosto marcate nella quotidianità di Miranda, nelle sue scelte e nell’umore di Bobby, suocera invadente, iperprotettiva ma inaspettatamente sincera e animata da buoni sentimenti. Del film, adattamento cinematografico del saggio The Secret – Il segreto scritto dall’australiana Rhonda Byrne, piacciono il candore di Miranda, la sua dedizione ai figli e al lavoro, il sincero rispetto per la suocera rompiscatole. Piace poi il messaggio di positività che l’intera trama, seppur con scarsa convinzione, prova a trasmettere: se pensi positivo, se ti concentri su quel che vuoi ottenere, ebbene, lo otterrai. Io, che faccio il tifo per l’Inter, non ci credo granché. Piace anche l’alone di mistero che circonda il belloccio Bray, spuntato dal nulla ed entrato nella vita di Miranda con molta facilità; un alone che -nell’inevitabile prevedibilità di una storia dai toni rosa come la loro- conferisce all’intera trama quel pizzico di suggestione e di tensione necessarie a farti arrivare in fondo senza troppi sbadigli, e che dà un minimo di piacevolezza all’intero lavoro altresì piuttosto leggero. La fotografia è anonima. La regia, di Andy Tennant, pure. Nei giorni di zona rossa, The Secret – La forza di sognare può anche andar bene. In zona arancio avrei già qualche perplessità.